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Notizia del 21/02/2012 - ROMA Intervista a Donato Capece: carceri come polveriere e intanto i colleghi si suicidano letto 290 volte)
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Le carceri italiane stanno diventando una polveriera. Lo ha detto alla "Voce" il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia penitenziaria (Sappe).
Donato Capece, il 16 febbraio scorso un agente della polizia penitenziaria, in servizio al carcere romano di Rebibbia, si è tolto la vita nella struttura.
"Noi, come rappresentanti del personale penitenziario, come rappresentanti del Sappe, siamo costernati e fortemente preoccupati per la gravità della situazione. E' inutile non rimarcare questa situazione. Tutti i ritardi sella situazione nelle carceri italiane si ripercuotono anche sugli agenti della polizia penitenziaria. Siamo preoccupati".
"Noi, come rappresentanti del personale penitenziario, come rappresentanti del Sappe, siamo costernati e fortemente preoccupati per la gravità della situazione. E' inutile non rimarcare questa situazione. Tutti i ritardi sella situazione nelle carceri italiane si ripercuotono anche sugli agenti della polizia penitenziaria. Siamo preoccupati".
Cosa pensa del decreto svuota-carceri?
"A mio avviso, il decreto svuota-carceri non è assolutamente sufficiente. È solo un piccolo segnale, un palliativo di un problema che deve essere affrontato alle radici. I cittadini italiani non hanno ancora compreso le proporzioni di questo problema. In carcere si muore di inedia, di stress, di paura e di abbandono. Questo è il messaggio che vorrei far arrivare alle persone, ai cittadini in genere".
"A mio avviso, il decreto svuota-carceri non è assolutamente sufficiente. È solo un piccolo segnale, un palliativo di un problema che deve essere affrontato alle radici. I cittadini italiani non hanno ancora compreso le proporzioni di questo problema. In carcere si muore di inedia, di stress, di paura e di abbandono. Questo è il messaggio che vorrei far arrivare alle persone, ai cittadini in genere".
I casi di suicidio tra gli agenti penitenziari stanno a testimoniare che il carcere è ormai diventato invivibile per tutti?
"Le rivelo una notizia che è nota a pochi. Il 18 febbraio, due giorni dopo il suicidio dell'agente in servizio a Rebibbia, si è ucciso un altro agente di polizia penitenziaria. Si tratta di un componente della banda musicale della polizia penitenziaria. E' una situazione drammatica. Abbiamo più volte chiesto all'amministrazione penitenziaria di istituire dei punti di ascolto psicologico. Ci vuole una riforma strutturale del sistema carcerario e l'amnistia. Aver mandato gli arrestati nelle camere di sicurezza e aver allungato i termini di carcerazione preventiva da 12 a 18 mesi non ha risolto nulla. A parte i radicali, il mondo politico non vuole impegnarsi in questa battaglia. Le carceri sono ormai una polveriera".
"Le rivelo una notizia che è nota a pochi. Il 18 febbraio, due giorni dopo il suicidio dell'agente in servizio a Rebibbia, si è ucciso un altro agente di polizia penitenziaria. Si tratta di un componente della banda musicale della polizia penitenziaria. E' una situazione drammatica. Abbiamo più volte chiesto all'amministrazione penitenziaria di istituire dei punti di ascolto psicologico. Ci vuole una riforma strutturale del sistema carcerario e l'amnistia. Aver mandato gli arrestati nelle camere di sicurezza e aver allungato i termini di carcerazione preventiva da 12 a 18 mesi non ha risolto nulla. A parte i radicali, il mondo politico non vuole impegnarsi in questa battaglia. Le carceri sono ormai una polveriera".
Il garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni ha manifestato la solidarietà ai sindacati per questi due suicidi?
"No, non lo abbiamo sentito. Mi auguro che sia più presente negli istituti penitenziari del Lazio e che sia più vicino alla polizia penitenziaria".
"No, non lo abbiamo sentito. Mi auguro che sia più presente negli istituti penitenziari del Lazio e che sia più vicino alla polizia penitenziaria".
Non ha fatto nessuno comunicato per manifestare la sua solidarietà su questi suicidi?
"No, ha fatto un comunicato quando si è verificato un suicidio tra i detenuti. In quella circostanza ha fatto la sua performance. Vorrei capire quali sono le sue iniziative sui detenuti nel Lazio".
"No, ha fatto un comunicato quando si è verificato un suicidio tra i detenuti. In quella circostanza ha fatto la sua performance. Vorrei capire quali sono le sue iniziative sui detenuti nel Lazio".
Non trova assurdo che Marroni abbia fatto un comunicato solo per felicitarsi per la vittoria al festival di Berlino dei fratelli Taviani, ambientato a Rebibbia?
"Il garante dei detenuti del Lazio è arrivato al capolinea. Farebbe meglio a fare il critico cinematografico".
"Il garante dei detenuti del Lazio è arrivato al capolinea. Farebbe meglio a fare il critico cinematografico".
la Voce Repubblicana
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| Come eravamo Foto dall'album "Agenti di Custodia" |
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È partito un progetto ambizioso "La Polizia Penitenziaria in una foto", il primo album fotografico della Polizia Penitenziaria creato dagli appartenenti alla Polizia Penitenziaria stessa!
Chiediamo a tutti i poliziotti penitenziari e ai loro familiari, di inviarci quella foto che ognuno di noi ha in qualche cassetto e che ritrae un momento di vita dei nostri colleghi. Le foto non devono essere necessariamente "professionali" o con inqadrature particolari, vanno bene anche quelle di semplice vita quotidiana, perché proprio nella loro spontaneità, siccome hanno ritratto quei momenti semplici e reali, fanno parte della nostra Storia. Se hai una foto nel tuo computer che riguarda la Polizia Penitenziaria, inviacela attraverso questa pagina oppure scrivendo un'email all'indirizzo: staff@poliziapenitenziaria.it. Inviaci anche le vecchie foto degli Agenti di Custodia. Insieme alle più recenti, costituiranno una importante documentazione per ricostruire la nostra Storia e per rinsaldare lo spirito del nostro Corpo di Polizia Penitenziaria. Grazie a tutti voi! |
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